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StenIpnotica

“StenIpnotica” è una ricerca molto intima, un modo per fare i conti con una generazione, la mia, incapace di immaginare il futuro, ipnotizzata dai ricordi e ingabbiata emotivamente nel mondo dell’infanzia. In una parola, sospesa.
La tecnica stenopeica si è rivelata essere quella più funzionale ai miei intenti espressivi. Ho trovato subito congeniale questo filtro in grado di immergermi nell’imprecisione, nell’indefinitezza, nella bassa fedeltà dei ricordi e della memoria, e che mi ha permesso di giocare con lunghi tempi d'esposizione anche di giorno, operando in una condizione di tempo dilatato, quasi sospeso, appunto.
Persino la polvere sul sensore, messa spietatamente in evidenza adattando la tecnica pinhole al digitale, si è rivelata adeguata nel dare in modo naturale un effetto da pellicola invecchiata.
La serie è costituita da trittici di foto incasellate in una cornice da pellicola super 8, a mo’ di fotogrammi.
Ogni immagine rappresenta quindi un frammento di sequenza, una sequenza in un certo senso “impossibile” dati i lunghi tempi d'esposizione tipicamente fotografici ma non certo cinematografici, e tuttavia possibile nel mondo dei sogni e dei ricordi.
Entrambi solo ricostruzioni, dopotutto.
La serie è arricchita da un piccolo corto in stop motion.
Seppure in nuce, un tentativo di integrazione tra i linguaggi della fotografia e del video, che tendono sempre di più a convergere sia nella tecnologia sia nella mia personale ricerca espressiva.


With the project StenIpnotica (pun between "stenopeica" - the italian word for "pinhole" - and "hypnotic") I tried to represent a generation incapable of imagining the future, mesmerized by the memories and emotionally caged in the world of childhood. In short, a generation suspended.
The pinhole technique has proved to be the more functional to intents expressive of the project. I quickly found congenial this filter can immerse in the imprecision, in the indefiniteness, in the "dirt" of memories.
The series consists of triptychs of photos encased in a frame from super 8 film, as if they were frames from a movie. Each image represents a fragment of the sequence, a sequence in a sense "impossible" given the long exposure times typical of photography but not movies, and yet possible in the world of dreams and memories.
Both reconstructions only, after all.
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